Strette di mano e presentazioni frettolose, addio. Formazione last minute, anche. Oggi sono sempre di più le aziende che accolgono i nuovi assunti con buone politiche di On-Boarding, ovvero con percorsi di inserimento interno personalizzati, che prevedono vari step, una durata medio – lunga e un affiancamento gomito a gomito con i top manager in persona. L’evoluzione della fase di inserimento in azienda nasce dalla consapevolezza sempre più diffusa di quanto un On-Boarding ben strutturato possa essere il primo passo per una collaborazione produttiva e duratura nel tempo.

 

ON-BOARDING: UN’OPPORTUNITÁ PER LE AZIENDE

L’ingresso in azienda è molto di più di una semplice fase di orientamento per i nuovi assunti: è una vera e propria opportunità per le imprese stesse. Un percorso di On-Boarding ben strutturato aiuta infatti a far conoscere la realtà aziendale attraverso la condivisione di valori, aspettativeperformance, strumenti di lavoro e mette in campo la collaborazione sinergica di tutta l’organizzazione e delle sue persone, dai top manager alle persone più giovani.

I temi e le buone prassi di un efficace ingresso in azienda sono trasversali e toccano tutte le generazioni, dai Millennials ai Senior. Non sono solo i primi, al contrario di quanto si creda, ad essere alla ricerca di un ambiente di lavoro che offra fin dai momenti successivi all’arrivo in azienda:

  • obiettivi chiari;
  • incremento delle competenze;
  • maggiore spendibilità sul mercato.

L’On-Boarding è uno snodo cruciale per tutte le persone, di diverse seniority, che si devono integrare con una nuova cultura aziendale e diventare produttivi il più rapidamente possibile.

 

ON- BOARDING CHE FUNZIONA: I TEMPI E I MODI CHE FANNO LA DIFFERENZA

Daniel Cable, Chair della Faculty di Organizational Behavior alla London Business School, afferma che “il futuro della relazione individuo-organizzazione si gioca in buona parte nei primi tre mesi, anche se poi servono circa otto mesi prima che il neo assunto raggiunga la piena produttività”.

 Questa affermazione mette in luce due punti chiave che marcano ancora di più la distanza con il passato. Il primo riguarda la durata di un percorso di formazione per i neo assunti: breve e sbrigativa in passato (due – tre settimane), puntuale e continua oggi (può arrivare a 12 mesi). Il secondo riguarda l’importanza strategica dell’integrazione sociale e culturale di per sè, che diventa un elemento fondamentale per attrarre nuove talenti e trattenere quelli presenti.

Nella nostra esperienza, però, anche le aziende che propongono percorsi di inserimento strutturati, spesso lo fanno con processi formali ed amministrativi, senza una convinzione forte che questo sia un momento fondamentale per valorizzare l’identità e la cultura aziendale e, soprattutto, per consentire al nuovo entrato di esprimere le proprie potenzialità e diventare contributiva in tempi brevi.

Dal punto di vista del management, implementare un buon processo di On-Boarding significa:

  • incidere positivamente sul senso di appartenenza dei nuovi assunti;
  • garantire maggiore adesione agli obiettivi societari;
  • trasferire in modo chiaro gli obiettivi legati al ruolo.

Per i neoassunti è l’occasione per prendere confidenza con una cultura della valutazione e del feedback che costituisce un primo passo per entrare nel sistema di performance management e comprenderne il pieno valore.

L’efficacia organizzativa del processo di On-Boarding dipende dalla cura puntuale della progettazione, individuandone:

  • attori
  • modalità
  • tempistiche
  • strumenti semplici

che possano accompagnare l’evoluzione della relazione tra persona e organizzazione.

Nei progetti di On-Boarding che abbiamo sviluppato, abbiamo verificato l’importanza di coinvolgere oltre al responsabile diretto, figura chiave che deve condividere le aspettative di ruolo e monitorarne i progressi e la motivazione, anche una figura senior che assuma il ruolo di mentore, fungendo da punto di riferimento e “guida” per l’intera durata del processo di inserimento.

Nella logica di un percorso di accompagnamento, è inoltre molto utile l’uso di tecnologie – anche con modalità di gamification – per attività interattive, che veicolino al neoassunto i contenuti da acquisire durante il percorso, monitorandone lo sviluppo.

Conclusa la fase di On-Boarding, il percorso avviato può restare in essere per investire e rigenerare le competenze necessarie al business e per la retention all’interno dell’organizzazione.

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