Se è vero che il 40% delle nostre competenze necessiterà di un rinnovamento ogni 4 anni, chi si occuperà del reskilling per restare competitivi sul mercato del lavoro? I lavoratori oppure le organizzazioni come “sistemi di conoscenza”?

Per poter rispondere è necessario fare delle precisazioni e approfondimenti.

Le organizzazioni sono consumer o builder di conoscenze e competenze?

Potranno avere parte attiva se adotteranno un nuovo mindset, in cui la ricerca, l’approfondimento e lo sviluppo di competenze ed esperienze, dato un frame di indirizzo strategico, sono affidate a chi desidera e si impegna ad apprendere realmente.

Le organizzazioni saranno in grado di lasciare che i talenti si sviluppino da soli, occupandosi di chi non ha risorse motivazionali intrinseche per farlo o non ha sufficienti competenze e lungimiranza per comprendere i rischi che corre?

Prendersi cura delle risorse ha due risvolti: definire una strategia di crescita e affiancare chi non riesce autonomamente. In questo senso anche le competenze HR si spostano su due livelli: strategico e di supporto; possiamo finalmente abbandonare il presidio di processi volti alla cura dei talenti.

Platform: ci stiamo occupando di mettere a disposizione nuovi fattori abilitanti? Possiamo aspettare che le persone ci espongano le loro esigenza e ostacoli?

Ci sono modalità digitali disponibili che mettono le persone nelle condizioni di interagire in modo nuovo e di rivolgersi all’esterno, senza paura di aprirsi alle diversità, complessità e innovazione. Invece, se si continua a gestire solo i rischi perdiamo delle opportunità.

I gruppi di lavoro sono la dimensione ideali dove le competenze si trasferiscono per contaminazione, scambio, fiducia tra le persone.  Spesso dimentichiamo la loro portata e valore.

Ci occupiamo di team interfunzionali per rimediare ai danni della gerarchia, o li creiamo multidisciplinari perché portino le competenze necessarie all’obiettivo?

Ci perdiamo una grande occasione: il gruppo come entità di apprendimento non solo reciproco ma generatore di significati e facilitatore per l’apprendimento per le persone meno autonome.

L’individuo, da solo, cosa può apprendere? In quale direzione?

Qualcosa serve ora, qualcosa nel futuro. Affidarsi alla multidisciplinarietà sembra essere la strada migliore per essere pronti ad apprendere ancora.

Le persone all’interno delle organizzazioni sono come “regali incartati”: vanno scoperti per la loro potenzialità, varietà e, spesso, è interessante lasciare che ci sorprendano…

Caro HR sei pronto a tutto questo?

Se vuoi approfondire, leggi i prossimi articoli.

 

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