Che sia dovuto a un momento di “distanziamento” forzato come quello vissuto con l’emergenza Covid-19, o che sia una scelta presa in partenza, il Digital Group Coaching è una valida metodologia per lo sviluppo di competenze. Quindi, una forma di group coaching che impiega l’uso di tecnologie digitali.

Rispetto alla formazione tradizionale, il Group Coaching è un percorso di sviluppo composto da incontri periodici. Si rivolge a piccoli gruppi di partecipanti; così i cochee divengono veri e propri protagonisti del proprio sviluppo. Il coach è un facilitatore dell’apprendimento: non ha come “missione” principale quella di veicolare contenuti bensì quella di facilitarne l’elaborazione e la sperimentazione da parte delle persone.

Group Coaching è riflessione, pensiero, condivisione, sperimentazione. E come diceva Kurt Lewin, psicologo pioniere nel campo della psicologia sociale, il gruppo è qualcosa di più della semplice somma degli individui da cui è composto! Da qui la ricchezza di un percorso di group coaching. Questa metodologia conferma il suo valore anche quando la modalità di realizzazione scelta è quella digitale, attraverso incontri in piccolo gruppo su Teams o altri canali analoghi.

Un’esperienza di successo

Gruppo Montenegro si è affidato a noi per sviluppare competenze di Project management, Pianificazione e Organizzazione e la modalità definita è stata proprio quella del Group Coaching declinata in versione digitale.

Attraverso una survey iniziale è stato possibile attivare una riflessione in termini auto-valutativi su tali competenze e, al contempo, raccogliere informazioni utili sul fabbisogno. In questo modo sono stati definiti percorsi modulati in base alle esigenze specifiche.

Ciascun percorso ha visto l’alternanza di pre-work mirati e incontri di condivisione. Per facilitare lo sviluppo di competenze di Project Management, i pre-work possono consistere in pillole formative e strumenti da sperimentare nella propria quotidianità. Oppure anche articoli e video di approfondimento. Tutti gli stimoli fungono da “warm up” rispetto agli incontri dei gruppi. L’obiettivo è quello di favorire la riflessione individuale rispetto a modalità di lavoro, a best e worst practices nella pianificazione delle attività e a esperienze di successo e lesson learned dei progetti gestiti.

Il vero valore della condivisione emerge durante gli incontri di Digital Group Coaching: la distanza fisica non limita la ricchezza delle riflessioni condivise e l’esperienza di apprendimento nel suo complesso.

I fattori chiave per un Digital Group Coaching efficace

Seppur il livello di competenze digitali sia un elemento da tenere in considerazione in avvio di un percorso di Digital Group Coaching, altri fattori risultano ancor più importanti:

  1. Ingaggio. Avere dei partecipanti ingaggiati è fondamentale in qualsiasi percorso di sviluppo e risulta davvero una conditio sine qua non in un Digital Group Coaching, percorso che fonda la propria efficacia proprio sul ruolo attivo dei coachee. Per favorire il commitment, una prima mossa può essere quella di realizzare un incontro di kick-off, utile a chiarire il senso del percorso proposto, gli obiettivi e le modalità di svolgimento.
  2. Sponsorship. Una sponsorship aziendale forte, che veicoli obiettivi e aspettative aziendali, risulta un supporto essenziale affinché sia chiaro a tutti in che modo il progetto si inscrive nelle più ampie strategie aziendali.
  3. Responsabilizzazione, un fattore strettamente legato ai primi due. Occorre che i partecipanti siano responsabilizzati verso l’obiettivo di sviluppo e motivati a rendersi protagonisti responsabili dello sviluppo di tutto il gruppo. Senza il contributo dei singoli, senza condivisione di riflessioni ed esperienze, il Digital Group Coaching perde in efficacia.

Altri elementi da non trascurare sono la composizione di gruppi non eccessivamente numerosi, per favorire l’interazione e la co-costruzione degli apprendimenti, e la varietà e l’applicabilità degli stimoli forniti nei pre-work.

In conclusione

Il Digital Group Coaching si configura come un percorso “anytime, anywhere”, a 360°, di accompagnamento all’apprendimento, o – meglio – allo sviluppo di capacità e competenze in un gruppo. Le tecnologie digitali rendono possibile tutto ciò, sconfinando rispetto alle mura di un’aula di formazione, e dando la possibilità alle persone di fruire di spunti e contenuti in modo continuo.

L’esperienza realizzata in Gruppo Montenegro ci aiuta a comprendere come tanti percorsi di sviluppo, che fino a poco tempo fa era impossibile immaginare a distanza, se adeguatamente gestiti e accompagnati, possono rivelarsi di successo. Anche e soprattutto nella loro forma digitale. E ci conferma che le persone a volte sono più pronte a sperimentare di quanto le aziende stesse ritengono possibile.

La domanda che possiamo dunque porci è: quanto siamo pronti a sperimentare nuove modalità per sfruttare al massimo le potenzialità delle tecnologie disponibili?

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