In questo terzo episodio del nostro viaggio alla scoperta dei serious game per la formazione aziendale cominceremo a dare risposta alla domanda: quali sono i fattori che rendono un serious game davvero efficace, secondo la letteratura scientifica?

Le ricerche evidenziano come – affinché l’esperienza di serious gaming sia efficace in termini di engagement – l’utente debba essere sostenuto da un processo immersivo in grado di proiettarlo senza filtri all’interno delle dinamiche di gioco. L’immersity consiste in quell’impressione soggettiva di esperienza globale e realistica che il giocatore percepisce nel momento in cui è coinvolto in un serious game: si tratta di una questione non solo complessa ma anche articolata in una pluralità di fattori che meritano di essere analizzati più nel dettaglio.

Narrativa e grado di difficoltà

Nel senso più generale del termine, la narrativa di un serious game coincide con la trama che il giocatore incontra e in cui, letteralmente, si immerge: è tutto ciò che lo impegna e lo motiva sia a giocare che a tornare al gioco in un secondo momento (Ravyse et al., 2016).

Di conseguenza, è importante che in un serious game integri al contempo il materiale di apprendimento con le meccaniche di gioco nell’ottica di definire sia ciò che l’utente può e non può fare quando interagisce con il gioco, sia gli attributi di apprendimento che il risultato atteso. Per queste ragioni è opportuno che:

  • Il linguaggio di un serious game sia coerente con gli obiettivi di apprendimento: le abilità linguistiche – verbali e non verbali – mostrate dai personaggi del gioco devono essere coerenti con i contenuti e gli obiettivi di apprendimento.
  • Al giocatore sia garantito un certo grado di controllo rispetto all’avanzamento della storia: gli utenti devono essere in grado di creare la narrazione per essere più impegnati e di conseguenza per saperne di più, influenzando la trama con le loro decisioni, senza essere guidati attraverso il gioco in modo lineare. Anelli chiusi, meccanismi di riavvio forzato, vicoli ciechi allungherebbero infatti il tempo di apprendimento per il giocatore, andandone a compromettere quei sentimenti di autodeterminazione e controllo fondamentali per la motivazione e per l’engagement nei confronti dei serious games (Donovan, 2012).
  • Il serious game generi una difficoltà progressiva per il giocatore: questo significa che una volta superato un certo livello, dimostrando la padronanza di alcune conoscenze o abilità, il giocatore deve poter avanzare al livello successivo in cui possono acquisire nuove informazioni e abilità. Ogni obiettivo di apprendimento deve prevedere sia un criterio di padronanza accettabile sia una progressione in termini di difficoltà: in particolare, un adeguato scaffolding deve mantenere i giocatori all’interno della zona di sviluppo prossimale evitando che un supporto eccessivo influisca negativamente sul loro ingaggio (Hodhod et al., 2014).

Identità e realismo

Il tema dell’identità rispetto ai serious games si riferisce al grado in cui gli utenti vengono immersi nel gioco assumendo un’identità diversa rispetto alla propria (Romero et al., 2014).

Questo discorso vale non solo per la progressione della trama ma anche, per esempio, per la definizione del proprio alter ego nel gioco, ossia l’avatar del giocatore. Creare avatar motiva e coinvolge i giocatori e garantisce che gli utenti sviluppino un senso di identità durante l’esperienza di gioco.

Inoltre ci sono evidenze che dimostrano come gli avatar – attraverso il meccanismo di identificazione – possono facilitare il trasferimento comportamentale nella vita reale (Donovan, 2012; Hershfield et al., 2011).

Il giocatore può avere a che fare con tre diverse opzioni, a seconda della struttura e della meccanica del serious game:

  • Creazione di avatar: all’inizio dell’esperienza di gioco, il giocatore può sviluppare il suo avatar da zero;
  • Personalizzazione di avatar: questa opzione consente di modificare i personaggi già pronti in termini, ad esempio, di abbigliamento, colore dei capelli e degli occhi;
  • Selezione di avatar: il giocatore deve scegliere tra una serie di avatar creati in anticipo.

L’identità dell’utente rispetto all’esperienza di gioco garantisce un certo grado di realismo, fondamentale per allineare il serious game alle situazioni di vita reale e offline. Il realismo esplica quanto vicino un serious game assomigli alle situazioni della vita reale ed è caratterizzato da tre componenti principali: fisica (ovvero aspetti visivi e auditivi), funzionale (ovvero precisione della simulazione e risposta dei personaggi non giocanti) e psicologica (ovvero rumore / interferenza, contenuto emotivo e pressione del tempo). Tuttavia, un’articolata presentazione del contesto può distrarre i giocatori dalle attività di apprendimento, aggravando così il loro carico di lavoro mentale: è importante quindi non sovraccaricare il serious game, presentando ai giocatori troppe variabili e troppa complessità da gestire contemporaneamente (Zhonggen, 2019).

È importante garantire il realismo in alcuni aspetti specifici del gioco serio più che in altri: ad esempio, le componenti auditive dei serious games sono fattori importanti che influenzano il coinvolgimento dei giocatori (Byun e Loh, 2015) e suggeriscono di inserire voci fuori campo degli agenti, invece di far interagire questi ultimi con gli utenti solo tramite testo. Anche la credibilità psicologica degli agenti influisce sul grado di realismo del serious game, personaggi che dovrebbero essere in grado di esibire aspetti dell’intelligenza che soddisfano scopi formativi. In questo senso, alcune delle caratteristiche che dovrebbero essere considerate negli agenti includono connotazioni come personalità, emozione, auto motivazione, relazioni sociali e coerenza espressiva (Hodhod et al., 2014).

In conclusione…

Narrativa, grado di difficoltà, identità e realismo rappresentano fattori irrinunciabili per il successo di un serious game che, se ben strutturati e presentanti, garantiscono l’ingaggio del giocatore e la sua predisposizione all’apprendimento. Per questa ragione, nell’ottica di garantire un certo grado di coinvolgimento da parte dell’utente è necessario che l’ambiente di gioco sia ricco di realismo, senza ingombrare eccessivamente la presentazione con aspetti secondari che, anche se molto realistici, non aiuteranno l’apprendimento.